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L'ITE "V. Cosentino" si tinge di rosa per il 25 Novembre

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incontro

 

Per il 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, gli studenti dell'ITE "Vincenzo Cosentino", per manifestare il proprio dissenso verso la violenza di genere, hanno organizzato un incontro invitando delle relatrici competenti.

Le relatrici invitate sono state:

Purtroppo, per varie inconvenienze, solo due di loro sono potute intervenire nell'incontro: Francesca Bruno e Cinzia Falcone. Ma abbiamo avuto il piacere di assistere all'intervento di Brunella Baratta: Dirigente scolastica dell'ITE "V. Cosentino" e dell'IPAA "Todaro".

Ha moderato l'incontro Stefania Ferrisi, studentessa dell' ITE "V. Cosentino" .

 

Svolgimento dell'incontro

L'incontro ha avuto inizio alle ore 9:30 con la partecipazione delle classi IV A-sia, IV B-sia, V A-Turismo e V B-sia.

Ad aprire l'incontro è stata la preside Brunella Baratta con una breve introduzione in cui ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo momento di riflessione.

Successivamente la moderatrice ha presentato il primo intervento della dottoressa Francesca Bruno che dopo essersi presentata ha apefrancesca bruno

rto il dibattito coinvolgendo tutti gli studenti che prontamente sono intervenuti esponendo le proprie opinioni.

L'argomento trattato dalla dottoressa è stato l'illustrazione del retroscena della violenza. Infatti ha affermato che la violenza è solo il culmine legata a precedenti problemi psicologici e può manifestarsi in due modi:

  1. violenza psicologica;

  2. violenza fisica.

Quando si parla di violenza fisica, di percosse risulta chiaro immaginare e visualizzare ciò di cui si sta parlando. Vengono alla mente i lividi, gli ematomi…ma meno chiara è la violenza di tipo morale, sottile, ma profondamente tagliente nell’animo delle donne che la subiscono. Spesso non viene nemmeno riconosciuta come una forma di violenza o di sopruso, in quanto si stabilisce come modalità relazionale all’interno della coppia.

Tale tipo di violenza viene definita, tecnicamente mobbing familiare. Si manifesta, di sovente, con silenzi colmi di rancore e disprezzo, alternati a parole taglienti, ad atteggiamenti di potere e dominio, volti a ledere l’autostima della donna.

Gli uomini agenti tale modalità non sono in grado di vivere relazioni paritetiche, di reciprocità. Il bisogno è quello di dominare la donna, attraverso la sistematica demolizione di ogni sua sicurezza, annientandone la personalità.

Inizia tutto con battute, derisioni sprezzanti, ossia con una modalità aggressiva subdola, una lama invisibile che disorienta la donna, la quale tende a giustificare il compagno/marito.

Di fronte a tale situazione molte donne soccombono. Dapprima si sforzano di essere comprensive, scusando il proprio uomo per amore o ammirazione. Man mano si insinua nella loro mente il pensiero di essere le uniche a poterlo capire e aiutare, arrivando a giustificare tutto. Le vittime nutrono la speranza che l’altro cambi, che capisca la sofferenza che infligge loro e che se ne penta.

La resistenza e la capacità di opporsi e reagire delle donne vengono meno.

Il sentimento prevalente sottostante l’incapacità di reagire delle donne è la paura. La paura immobilizza ed impedisce di immaginare scenari diversi. Questo spiega come possano mantenersi, per lungo tempo, relazioni di questo tipo.

 

Dopo questa breve spiegazione, la dottoressa ha posto agli studenti due domande:

  1. Chi sono secondo voi gli uomini che usano violenza sulle donne?

  2.  Perchè le donne fanno fatica a denunciare?

Alla prima domanda gli studenti hanno risposto: i fidanzati, i compagni, i mariti, gli ex....

Alla seconda domanda hanno risposto: la paura di non essere del tutto credute o tutelate.

 

A tal proposito ci ha parlato dello sportello "Centro Pilota Ascolto Donna” per la tutela delle vittime di violenze, donne e minori, curato dall’ASP di Cosenza. Uno sportello interamente gratuito con cui è possibile rivolgersi a personale specializzato che aiuta la donna a riprendere in mano la propria vita.

 

A questo punto la moderatrice ha interrotto l'intervento della dottoressa per proiettare un video relizzato dagli alunni della V B-sia.

clicca qui per vedere il video

 

 

La dottoressa è rimasta colpita dal video e soprattutto dall'espressività dei ballerini e dalla successuone di scene che in un primo momento mostrano i distaccati spazi dell'uomo e della donna che man mano si riducono fin quando l'uomo arriva a sottomettere la donna.

 

In seguito Alessandra Morrone, studentessa dell'ITE "V. Cosentino", ha illustrato il grafico riguardante il questionario posto agli alunni delle classi terze dell'istituto (il questionario e il grafico soni visibili alla pagina Parità uomo-donna).

In riferimento al questionario la preside ha aperto un dibattito con gli studenti per conoscere le proprie opinioni.

Tra le tante proposte è spiccata quella di creare una scatola al cui interno poter inserire dei messaggi in forma anonima o non. Inoltre la preside è riuscita a far interagire dei ragazzi molto chiusi e insicuri che all'inizio dichiaravano di preferire restare soli che farsi degli amici ma in seguito è uscito fuori che non si può vivere senza amici.

 

Dopo una breve pausa di 10 minuti ha ripreso la parola la dottoressa Francesca Bruno che ha illustrato la legge entrata in vigore solo nel 2013 contenente le misure contro la violenza di genere.

Il provvedimento arricchisce il codice di nuove aggravanti e amplia al contempo le misure a tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica. Il testo, inoltre, mette in campo risorse per finanziare un piano d'azione antiviolenza e la rete di case-rifugio, reca norme penali di altro genere che intervengono su reati come la rapina o il furto.
Le principali novita' riguardano la relazione affettiva: rilevante sotto il profilo penale e' da ora in poi la relazione tra due persone a prescindere da convivenza o vincolo matrimoniale (attuale o pregresso). Per quanto riguarda la violenza assistita il codice si arricchisce di una nuova aggravante comune applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni o in danno di donne incinte. Quanto all'aggravante per lo stalking commesso dal coniuge, viene meno la condizione che vi sia separazione legale o divorzio.
Aggravanti specifiche, inoltre, sono previste nel caso di violenza sessuale contro donne in gravidanza o commessa dal coniuge (anche separato o divorziato) o da chi sia o sia stato legato da relazione affettiva. Il decreto provede inoltre la querela a doppio binario. Il nodo della revocabilita'/irrevocabilita' della querela nel reato di stalking e' sciolto fissando una soglia di rischio: se si e' in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la querela diventa irrevocabile. Resta revocabile invece negli altri casi, ma la remissione puo' essere fatta solo in sede processuale davanti all'autorita' giudiziaria, e cio' al fine di garantire (non certo di comprimere) la libera determinazione e consapevolezza della vittima. Quanto all'ammonimento il questore in presenza di percosse o lesioni (considerati ''reati sentinella') puo' ammonire il responsabile aggiungendo anche la sospensione della patente da parte del prefetto. Si estende cioe' alla violenza domestica una misura preventiva gia' prevista per lo stalking.
Non sono ammesse segnalazioni anonime, ma e' garantita la segretezza delle generalita' del segnalante. L'ammonito deve essere informato dal questore sui centri di recupero e servizi sociali disponibili sul territorio. E' previsto l'arresto obbligatorio in caso di flagranza e anche nei reati di maltrattamenti in famiglia e stalking. Al di fuori dell'arresto obbligatorio, la polizia giudiziaria se autorizzata dal pm e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze) puo' applicare la misura 'precautelare' dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Chi e' allontanato dalla casa familiare potra' essere controllato attraverso il braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici. Nel caso di atti persecutori, inoltre, sara' possibile ricorrere alle intercettazioni telefoniche.
A tutela della persona offesa scatta in sede processuale una serie di obblighi di comunicazione in linea con la direttiva europea sulla protezione delle vittime di reato. La persona offesa, ad esempio, dovra' essere informata della facolta' di nomina di un difensore e di tutto cio' che attiene alla applicazione o modifica di misure cautelari o coercitive nei confronti dell'imputato in reati di violenza alla persona. In analogia a quanto gia' accade in attuazione di direttive europee per le vittime di tratta, il permesso di soggiorno potra' essere rilasciato anche alle donne straniere che subiscono violenza, lesioni, percosse, maltrattamenti in ambito domestico. Sara' sempre pero' necessario un parere dell'autorita' giudiziaria. I maltrattanti (anche in caso di condanna non definitiva) potranno essere espulsi.
A prescindere dal reddito, le vittime di stalking, maltrattamenti in famiglia e mutilazioni genitali femminili potranno essere ammesse al gratuito patrocinio. Nella trattazione dei processi viene data priorita' assoluta ai reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori, corruzione di minori e violenza sessuale di gruppo. Si accelerano anche le indagini preliminari, che non potranno mai superare la durata di un anno per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia.

Prima di passare la parola alla dottoressa Cinzia Falcone la moderatrice ha fatto proiettare un ulteriore video.

In seguito la dottoressa è intervenuta. E' stata molto breve ma diretta; ci ha raccontato la storia di una giovane ragazza che ha subito violenza dal fidanzato ma che oggi è riuscita a riprendere in mano la sua vita insieme al suo meraviglioso bambino.Cinzia Falcone

 

Infine è stato illustrato codesto sito web sul femminicidio realizzato da Stefania Ferrisi e Alessandra Morrone, studentesse dell'istituto, frequentanti la classe V b-sia. Il sito è piaciuto molto soprattutto alla dottoressa Falcone che in merito ha invitato le giovani studentesse insieme alla loro insegnante e a Suor Fabrizia ad un convegno che si  terrà giorno 28 Novembre a Spezzano piccolo.

 

 

Terminato l'incontro, uscendo dalla Sala Video, gli studenti e i professori hanno tinto la propria mano nella tempera e lasciato il proprio segno sull'albero delle impronte per dire: 
albero NO alla violenza sulle donne!!albero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

cosentino

Realizzato da:                          Supervisionato da:
Stefania Ferrisi                           Tommaso Cariati 
Alessandra Morrone