La storia

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L'Assemblea Generale dell'ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981.

Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo(1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, \\\mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

 

Brutale assassinio del 1960

Le sorelle Patria, Minerva e María Teresa, figlie dei coniugi Mercedes Reyes ed Enrique Mirabal, nacquero e crebbero a Ojo de Agua in provincia di Salcedo, Repubblica Dominicana. Vissero la loro gioventù negli anni della dittatura trujillista, una delle più severe dell'America Latina. Questo tirannico e brutale ambiente politico e sociale, risvegliò molto presto le loro coscienze sulla necessità di libertà e rispetto dei diritti delle donne domenicane. Quando Trujillo salì al potere, la loro famiglia (come molte altre nel paese) perse quasi totalmente i propri beni, prima nazionalizzati, poi incamerati direttamente dal dittatore nei suoi beni privati. In questo modo, le sorelle Mirabal incarnano negli anni '50 la passione per la libertà e ed il valore, impegnandosi con decisione nei confronti della lotta contro il governo trujillista.

Patria Mirabal, la maggiore delle sorelle, contrae matrimonio nel 1942 con Pedro Gonzalez Cruz, e dall'unione nascono quattro figli, Nelson, Noris, Mercedes e Raul Ernesto. Minerva Mirabal, donna di gran cultura e volontà di ferro, militò nella resistenza antitrujillista dal 1949. Nel 1954 si sposò con Manuel Aurelio Tavares Justo (Manolo) e i due ebbero due figli, Minou e Manolo. Minerva proseguì i suoi studi presso la facoltà di Diritto dell'Università di Santo Domingo, laureandosi in Diritto nel 1957. Maria Teresa Mirabal studiò presso la facoltà di Ingegneria e Architettura di Santo Domingo, ottenendo il titolo di agronomo. Con le sorelle condivise l'impegno per porre fine alla dittatura trujillista. Nel 1958 si sposò con l'ingegner Leandro Guzman con il quale nel 1959 ebbe una figlia, Jacqueline. La ribellione e l'impegno di queste tre giovani donne di fronte alle atrocità del regime, prende via con la costituzione nel 1960 del Movimento 14 di Giugno, sotto la direzione di Manolo Travares Justo, dove Prima Minerva e poi anche María Teresa usarono come nome in codice Mariposas (Farfalle).

Questo gruppo politico clandestino, si espanse in tutto il paese, venne strutturato attraverso nuclei i quali combatterono la dittatura. Nel gennaio del 1960 il movimento venne scoperto dalla polizia segreta di Trujillo, il SIM (Servico de Inteligencia Militar), e i membri del movimento vennero perseguitati e incarcerati, tra cui le sorelle Mirabal e i loro mariti. Molti dei prigionieri vennero inviati al carcere di “La 40” (carcere di tortura e morte). Le sorelle vennero liberate alcuni mesi dopo, ma i loro coniugi restarono reclusi. Il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, accompagnate dall'autista Rufino de la Cruz, andarono a fare visita ai mariti Manolo e Leandro, trasferiti nel carcere della città di Puerto Plata. L'auto sulla quale viaggiavano le tre sorelle e l'autista venne intercettata e i passeggeri vennero costretti a scendere dal veicolo e condotti in un luogo appartato, una piantagione di canna da zucchero, dove vennero uccisi a bastonate; i loro corpi vennero poi rimessi nel veicolo sul quale stavano viaggiando, che venne fatto precipitare da un dirupo per simulare un incidente. Con la morte delle sorelle Mirabal Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma ciò causò grandi ripercussioni nell'opinione pubblica dominicana (nonostante la censura): molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l'assassino di Trujillo nel 1961.







 

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